Sly Stone

Uno dei gruppi che rappresenta al meglio il funk degli anni ’70 e dell’inizio anni ’80, è Sly and the Family Stone, i quali hanno coniato un vero e proprio sottogenere con forti influenze psichedeliche. Il nome del gruppo deriva dal solista, musicista e produttore Sly Stone. Oltre a Sly, il gruppo comprendeva anche alcuni elementi della stessa famiglia Stone, come il fratello Freddie Stone, chitarrista e cantante, e le sorelle Rosie e Vet Stone. In realtà, il cognome Stone è un nome d’arte, il cognome originale era Steward (ma “Stone” è molto più “funky”, no?). Il gruppo è il risultato dell’unione di due gruppi musicali, Sly & the Stoners eFreddie & the Stone Souls, creato nel 1967. Joel Selvin, che scrisse un libro sugli Stone (For the Record: Sly and the Family Stone: An Oral History), dichiarò che ci sono due tipi di musica nera: quello prima di Sly Stone, e quella dopo. Il complesso originale si è poi sciolto nel 1975, per problemi personali tra i musicisti, forse legati anche all’abuso di cocaina, e Sly Stone continuò a produrre dischi sotto lo stesso nome Sly and the Family Stone, fino al 1983. Nel 1987 egli venne arrestato per uso di cocaina. Dopo l’arresto si ritirò definitivamente dalla carriera musicale.

Sly and the Family Stone è stato uno dei primi gruppi “multietnici”, comprendendo tra gli elementi del gruppo sia bianchi che neri. Un pezzo che secondo me rappresenta questa multietnicità e condanna il razzismo e l’intolleranza, è la bellissima canzone “Everyday People”.

Partners Entrance